Beata Elena Aiello (1895-1961)

La Beata Madre Elena Aiello

Il suo nome di battesimo era Elena Emilia Aiello, ed era figlia di Pasquale Aiello e Teresa Paglilla. Nacque a Montaldo Uffugo in provincia di Cosenza il 10 aprile 1895. La sua famiglia viveva un cattolicesimo serio e così gli esempi da imitare li ebbe fin dal principio della sua vita. A dieci anni morì sua madre e subito dopo decise di vivere la vita da religiosa consacrata. Nei 1920 entrò nella famiglia religiosa delle Figlie della Carità del Preziosissimo Sangue a Nocera dei Pagani in provincia di Salerno. Purtroppo gravi malattie l’affliggevano. Un tumore allo stomaco la costrinse a letto per molti mesi. Dovette anche lasciare il monastero e tornare in famiglia. Cominciò a pregare Santa Rita per ottenere la guarigione. E la ottenne. Santa Rita le ottenne il completo ristabilimento senza che più si ammalasse. Rientrò in convento conducendo la vita religiosa in maniera esemplare. Dal 2 marzo 1923 ricevette in dono le sante stigmate di Gesù. Il Signore la volle con sé anche nella sua passione così le stigmate dolorose le apparivano il venerdì santo di ogni anno per scomparire il sabato santo. La chiamata del Signore la spinse, insieme ad una amica, a trasferirsi a Cosenza e li fondò l’Istituto delle Suore Minime della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo. L’Istituto aveva come riferimento da imitare, la Passione di Gesù e la carità come fu vissuta da san Francesco di Paola. Il suo istituto provvide ad aiutare i bambini abbandonati fondando orfanotrofi e scuole per loro. Suor Elena Aiello era conosciuto come “A Monaca Santa” per i prodigi che l’accompagnavano e la potente intercessione.

Famoso fu l’episodio del 23 aprile 1940. Riuscì ad far pervenire a Benito Mussolini, allora capo del Governo Italiano, l’avvertimento del Cielo che gli chiedeva di non entrare in guerra pena gravi dolori per l’italia e per lui. Il 15 maggio 1943 ripetè l’avviso, ma ora gli veniva chiesto di seguire le indicazioni del papa per ottenere la pace. Purtroppo la storia sappiamo tutti come finì.

Morì a Roma il 19 giugno 1961.