Beato Contardo Ferrini (1859-1902)

ll Beato Contardo Ferrini, definito “astro di santità e di scienza”, nacque a Milano il 5 aprile 1859 da Rinaldo e da Luigia Buccellati. Educato cristianamente soprattutto dal padre, di cui ne subi I’influenza, senti crescere in sè il desiderio di amare solo il Signore, in verginale dedizione, e vi corrispose con una vita interiore nutrita di meditazione, di preghiera, di comunione frequente. Nel 1880, a ventun anni, si laureò in diritto penale. Ottenuta una borsa di studio, andò a perfezionarsi all’università di Berlino, dove coltivò salde amicizie con studenti cattolici tedeschi. Nel 1883 prendeva la libera docenza in diritto romano ed iniziava l’insegnamento all’università di Pavia. Professore all’università di Messina nel 1887 ed all’università di Modena nel 1890, ritornò a Pavia nel 1894 e vi insegnò sino alla morte, risiedendo con i genitori a Milano.Votatosi al celibato cristiano, si iscrisse al Terz’Ordine di San Francesco. All’impegno della cattedra, il Beato Contardo uni un’intensa produzione scientifica: a più di 2OO ammontano i suoi scritti. Rimangono di lui elevate pagine ascetiche. lnoltre aderì alle attività caritative delle conferenze di San Vincenzo. Durante un periodo di villeggiatura nella diletta Suna sul Lago Maggiore, fu colpito da un violento tifo e il 17 ottobre 1902 serenamente rendeva a Dio la sua anima. Aveva 43 anni. Fu beatificato da Pio Xll il 13 aprile 1947. L’università cattolica del Sacro Cuore di Milano, che egli aveva vagheggiato ed auspicato, lo ha accolto come suo modello e guida e conserva e venera le sue spoglie.

“Anni or sono, leggendo gli scritti del miò servo Contardo Ferrini, ti chiedesti più volte – perché nella mistica eri una analfabeta – in che consisteva ‘la conversazione nei Cieli’. Ecco: quando tu mi ascolti ed Io ti parlo, quando in luogo di murmure superficiale di preghiere Io ti rapisco nel fuoco delle rivelazioni e ti occupo di Me, quando tu mi dici: ‘Vieni, Gesù, a parlare alla tua serva’, quando gusti il sapore della mia Parola che deposito in te come in un forziere, in un’idria, perché tu la dia ai poveri e agli assetati della Terra, allora noi facciamo una conversazione nei Cieli” (I Quaderni del 1943, p. 538).

“Accettatela con pace. Desideratela con pace. Compitela con pace. La mia pace permanga in voi anche in questa prova, in questo desiderio, in questa consumazione. Abbiate già la mia pace eterna in voi, sin da ora, e per questa estrema cosa. Pensate che la morte cruenta di un’Agata non differisce per * Me da quella di una Liduina, e quella di una Teresa Martin da quella di un Domenico di Guzman, quella di un Tommaso Moro da quella di un Contardo Ferrini. Colui che fa la volontà del Padre mio, Io l’ho detto, è beato” (I Quaderni del 1944, p. 222).

“Ieri ho sentito per radio parte della cerimonia della beatificazione di Contardo Ferrini. Al novello beato ho chiesto una sola cosa: Che l’Opera sia approvata perché vada alle anime e sia glorificato il Signore, vero e solo Autore di essa. Non pensi al rendiconto finale. Io le trasmetto questa parola che Gesù mi dice: «L’amore che mi hai dato ha consumato volta per volta ogni mancanza della creatura. Permani nell’amore e non temermi. L’incontro sarà un bacio” (Lettere a Madre Teresa Maria 2, p. 89.

Libro agiografico di questo Beato a cui Maria Valtorta era devota

Chi era il beato Contardo Ferrini? Un uomo che seppe trasformare una vita ordinaria in un cammino straordinario verso la santità, in un secolo caratterizzato dalla frattura tra il mondo moderno e la Chiesa, Contardo dimostrò con l’esempio che era possibile coniugare fede e ricerca scientifica, preghiera e impegno politico, convinzioni profondamente religiose e rispetto per le opinioni altrui. “L’amore per la verità, genuino tratto distintivo dello studioso e del Dotto, formava l’eccitamento e l’impulso dominante del suo lavoro; alla verità egli era dedito come un gran Dama con l’affetto e la devozione di un servitore fedele” (Pio XII).