Newsletter n. 5/23 – supplemento

La storia del Cristianesimo è stata da sempre caratterizzata da mistici, da persone che hanno affermato di aver avuto colloqui diretti con Gesù, visioni della Madonna e di santi, conoscenza di avvenimenti futuri e passati. Di fronte a questi fenomeni sembrerebbe non si possa avere alcun elemento di verifica scientifica. Negli ultimi anni, però, per la prima volta nello studio degli scritti dei mistici, è stato dimostrato, con una serie di studi pubblicati su riviste internazionali[1], che proprio un approccio scientifico critico e puntuale, utilizzando l’astronomia, l’archeologia, la storia, l’analisi statistica, la meteorologia, e altre discipline, permette di indagare la coerenza e la correttezza delle informazioni contenute in questi scritti, ottenute per ispirazione della grazia divina, secondo la testimonianza di chi le ha riportate.

Questi studi scientifici riguardano, in particolare, la produzione letteraria di Maria Valtorta, vissuta nel XX secolo. Si tratta dell’unico caso documentato nella letteratura scientifica mondiale. Questi studi infittiscono il mistero di come possa aver fatto una persona allettata, come lo era Maria Valtorta, poiché era semi-paralizzata dalla vita in giù, durante la Seconda Guerra mondiale, senza competenze specifiche né accesso a biblioteche o saggi adeguati a disposizione, a riportare nei suoi scritti tanti dati di ogni sorta – astronomici, storici, geografici, cronologici,  e tanto altro – sorprendentemente coerenti tra loro e corretti, mentre narrava la vita di Gesù, di Maria, ed episodi della vita di santi. Gli studi pubblicati hanno permesso di constatare nei suoi scritti persino la presenza di dati antecedenti ai progressi in una determinata disciplina scientifica, riguardanti, ad esempio, scoperte archeologiche avvenute soltanto dopo la sua morte e, quindi, non riconducibili con certezza alle competenze e conoscenze di Maria Valtorta. 

Nel caso di Maria Valtorta, nel tentativo di giustificare ciò che lei ha scritto, si sarebbe indotti a parlare di bilocazione spazio-temporale, cioè di bilocazione non soltanto nello spazio ma anche nel tempo: lei sembrava essere contemporaneamente presente nella sua casa di Viareggio, durante la Seconda Guerra Mondiale, e nella Palestina di 2000 anni fa, durante la vita pubblica di Gesù, una possibilità questa che, secondo le attuali conoscenze, non ha nessuna possibilità di verifica scientifica, se non quella indiretta di rilevare la presenza di informazioni non riconducibili alle conoscenze della Valtorta. È un argomento questo che meriterebbe un adeguato approfondimento, anche teologico, in cui la freccia dello scorrere del tempo, del kronos, è abolita e superata dal “tempo di grazia”, dal kairos, permettendo alla Valtorta di essere testimone della storia più importante di sempre, di un Dio che si fa uomo per amore, e dona tutta la sua vita per la redenzione e la felicità eterna delle sue creature. Di un Dio che, per mostrare i dettagli più intimi di questa sua vita d’amore, vissuta come vero uomo tra gli uomini, abolisce le barriere del tempo (kronos) che, come vero Dio, Lui stesso ha creato.

In una visione atea di tutto ciò che esiste, evidentemente, ciò non è possibile, sebbene anche la scienza si interroghi sull’effettiva possibilità di viaggiare nel tempo. Le evidenze scientifiche riportate negli studi citati, dunque, dovrebbero seriamente interrogare i non credenti. In una realtà di fede in Cristo, morto e risorto per la nostra salvezza, invece, una risposta al mistero Valtorta è possibile. Pur ammettendo l’esistenza di un Dio, si è soliti pensare che non può violare le leggi naturali che Lui stesso ha voluto, che reggono in essere l’universo intero, quell’ordine matematico intrinseco ad ogni realtà del creato che la scienza va sempre più scoprendo. L’Amore, però, lo può fare, in una sorta di epicheia in cui Dio va oltre “la lettera della legge” matematica che sottende tutto il creato, per compiere i suoi miracoli, come quelli che Maria Valtorta ha raccontato di aver vissuto durante gli anni più difficili della sua vita, crocefissa dal dolore in un letto, ma libera nello spirito di viaggiare nel tempo e nello spazio, per conoscere sempre meglio il suo Amato, e per raccontare il Suo amore per l’umanità tutta a noi, affinché potessimo amarLo sempre più e per sempre.

— prof. Liberato de Caro


[1] E. Matricciani, L. De Caro, Literary Fiction or Ancient Astronomical and Meteorological Observations in the Work of Maria Valtorta?, in “Religions, 8, 2017, pp. 1-23; E. Matricciani, L. De Caro, A Mathematical Analysis of Maria Valtorta’s Mystical Writings, in “Religions”, 9, 2018, pp. 1-23; L. De Caro, F. La Greca, E. Matricciani, Saint Peter’s First Burial Site According to Maria Valtorta’s Mystical Writings, Checked Against the Archeology of Rome in the I Century, in “J-Multidisciplinary Scientific Journal, 3, 2020, pp. 366-400; E. Matricciani, L. De Caro, Jesus Christ’s Speeches in Maria Valtorta’s Mystical Writings: Setting, Topics, Duration and Deep‒Language Mathematical Analysis, in “J-Multidisciplinary Scientific Journal, 3, 2020, pp. 100-123; L. De Caro, F. La Greca, E. Matricciani, The search of St Peter’s memory a catacumbas in the cemeterial area a Duos Lauros in Rome, in “Heritage, 4, 2021, pp. 479-506; L. De Caro, F. La Greca, E. Matricciani, Hidden and coherent chronology of Jesus’ life in the literary work of Maria Valtorta, in “SCIREA Journal of Sociology”, 5, 2021, pp. 477-529; E. Matricciani, The Temporal Making of a Great Literary Corpus by a XX-Century Mystic: Statistics of Daily Words and Writing Time, in “Open Journal of Statistics, 2022, 12, pp. 155-167; L. De Caro, F. La Greca, E. Matricciani, Chronology of Jesus’ and John the Baptist’ Births, and Jesus’ Epiphany and Death in Maria Valtorta’s Writings, in “Open Journal of Social Sciences” 11, 2023, pp. 174-196.