Newsletter N. 3/26 – Che cosa c’entra Maria Valtorta con l’Irlanda?
Il Santuario della Madonna di Knock è dedicato all’unica apparizione mariana riconosciuta dalla Chiesa in terra d’Irlanda.
La sua storia è – come per tutte le apparizioni della Vergine Santa – alquanto singolare: a Knock (in irlandese chiamato ‘Cnoc Mhuire’, ‘la collina di Maria’), è avvenuta una lunga e articolata apparizione, in cui però… mancano le parole! Era il 21 agosto 1879, verso le ore 20.00, quando quindici persone di età compresa tra i 5 e i 74 anni – la maggior parte dei quali del paese – assistettero a questo fenomeno straordinario, non su un terreno o un prato, ma su uno dei muri della chiesa parrocchiale! Maria Beirne, la responsabile della chiesetta, notò per prima l’apparizione: osservò che era a quasi mezzo metro da terra e che l’immagine si muoveva. Fu lei ad avvertire le persone perché accorressero a vedere. Per tutto il tempo della visione piovve a dirotto, e siccome durò quasi tre ore, tutti finirono zuppi d’acqua. Tuttavia sul muro della visione non cadde una sola goccia di pioggia. “Tutto il muro posteriore della chiesa era inondato da una luce brillante che poteva essere vista da una notevole distanza. Tutto si elevava a circa due piedi (61 cm) da terra. C’era un altare e, al di sopra di esso, un Agnello in piedi con una Croce. L’altare e l’Agnello erano circondati da angeli sospesi più in alto. Intorno ad essi c’erano stelle dorate o piccole luci brillanti che scintillavano come palline di vetro”. “A sinistra dell’altare c’erano tre figure: San Giuseppe a sinistra, la Madonna al centro e San Giovanni Evangelista a destra. I capelli e la barba di San Giuseppe erano grigi, ed egli era inchinato rispettosamente verso Maria. San Giovanni era vestito come per la Messa, sul capo indossava una mitria vescovile, aveva un libro nella mano sinistra e la sua mano destra era elevata in gesto di benedizione. La Madonna era a grandezza naturale; gli altri due erano più piccoli”. “Gli occhi della Madonna fissavano il cielo ed entrambe le sue mani erano protese verso l’alto. Maria era bellissima. Indossava un vestito e una cintura bianchi. Dalla parte posteriore della testa cadeva un velo lungo fino ai Suoi piedi. Sopra la testa aveva una corona dorata. Tra la corona e l’orlo del velo c’era una rosa dorata. Maria era quasi iridescente”. Nel santuario sono stati documentati molte guarigioni e più di 600 miracoli. Il parroco di allora – che restò tale fino alla sua morte – era conosciuto per la sua particolare devozione alla Vergine Maria e lavorò instancabilmente per assistere il crescente numero di pellegrini: si parla di un milione e duecentomila fedeli nel giorno della festa. “L’apparizione di Knock è un potente messaggio di speranza per tutti i cristiani, ci invita a riflettere sull’importanza dell’Eucaristia, a vivere il messaggio del Vangelo e ad elevare i nostri occhi al Cielo, in una preghiera umile e fiduciosa. La Madonna di Knock continua a concedere speranza e guarigione a molti pellegrini”.
Si è anche notata una coincidenza rilvante: il 21 agosto 1879 è il giorno in cui Papa Leone XIII concesse l’incoronazione dell’immagine di Nostra Signora di La Salette, “dove la Beata Vergine predisse nel 1846 la carestia e la carenza di patate che si verificarono in tutta Europa, ma soprattutto in Irlanda dove [ci sono stati] più di un milione di morti tra il 1845 e il 1850”.
La simbologia è eloquente: le mani aperte della Vergine Maria come esortazione a pregare; gli occhi al cielo per indicare l’importanza per ogni uomo del Regno di Dio; il silenzio che è simbolo stesso dell’umiltà, di cui san Giovavanni Evangelista e san Giuseppe sono realizzazione e modello; in più il primo sottolinea l’importanza del Vangelo mistico e realista insieme, e il secondo, Patrono della Chiesa universale, la concretezza dell’aiuto che si può ottenere anche nella materialità della vita dalla mediazione dei santi; poi c’è la simbologia dell’Agnello immolato e della Croce: la redenzione operata da Gesù Cristo indispensabile per la salvezza di ogni uomo; l’altare ci rivela la necessità della liturgia, che rende presente, nella santa Messa specialmente, la redenzione stessa; gli angeli infine esprimono la vita spirituale in cui ogni uomo deve vivere e la verità del Regno di Dio. Insomma una bella fetta di catechismo fatto in immagini simboliche che tutti possono comprendere, raffigurate sia in un imponente mosaico all’interno del Santuario, che in grandi statue nella Cappella dell’Apparizione.
Queste splendide statue di bianchissimo marmo toscano ci riportano a parlare di Maria Valtorta, con un collegamento tutto particolare: sono state scolpite, tra il 1960 e il 1963, nientemeno che da Lorenzo Ferri – proprio l’artista che ha tradotto in forma visiva alcune delle visioni della mistica viareggina!
Ecco perché in questo paese della contea di Mayo, nel nord ovest della verde isola e quasi affacciato sull’oceano, sabato 16 maggio si è tenuto il primo Convegno Irlandese Internazionale su Maria Valtorta. Robert Nugent, che ormai da alcuni anni si può definire “missionario” valtortiano nella sua patria e non solo, ha promosso e organizzato l’evento con solerzia e avvedutezza, per far sì che ogni cosa funzionasse nel giusto modo, e il suo sforzo è stato largamente premiato da un’ottima riuscita: è doveroso sottolineare il coinvolgimento partecipato sia di lettori valtortiani che di nuovi interessati, e di alcuni sacerdoti.
I relatori erano divisi tra chi è riuscito ad essere fisicamente presente – prof. Emilio Matricciani, ing. Lucia Martinucci e il sottoscritto – e quelli che hanno inviato un contributo video o trasmesso in diretta – prof. Liberato De Caro e prof. Steve Austin – diretti, come già citato, dall’ottimo Robert Nugent, chairman efficace e attento. I temi trattati hanno riguardato quasi tutti la base scientifica degli scritti Valtortiani, salvo un intervento sul legame tra Maria Valtorta e sant’Ignazio di Loyola.
Questo primo grande evento valtortiano è stato certamente importante per l’Irlanda, ma anche per tutti noi, stimolati ad essere sempre e incessantemente dei missionari della Nuova Evangelizzazione per mezzo degli scritti di Maria Valtorta. Con il cuore grato e riconoscente per questa splendida giornata, auspico quindi che Convegni e Congressi del genere si possano realizzare in tutte, veramente tutte, le Nazioni del mondo.
don Ernesto Zucchini
