Newsletter N. 2/26 – Non lasciarsi rubare la speranza!

Oggi, forse più di sempre, la tentazione è grande.

Secondo molti le bestie dell’Apocalisse sembrano oggi convergere insieme per allontanarci dalla salvezza eterna. Il Dragone di Ap 20,2 – cioè il diavolo cacciato dal Cielo e precipitato sulla terra pieno di odio per Dio, e perciò assetato di vendetta e che vuole scaricare su noi uomini tutta la sua ira – è l’ispiratore del male, di ogni male sia materiale che spirituale. La prima Bestia che sale dal mare (Ap 13,1), spesso interpretata come figura dell’Anticristo, cioè il potere politico dittatoriale o totalitario, usa insistentemente ogni mezzo perché liberamente gli uomini si mettano contro Dio e il bene. La seconda Bestia che sale dalla Terra (Ap 13,11), cioè il Falso Profeta – ossia, per molti, la propaganda e l’inganno – ha lo stesso fine di defraudare l’uomo di Dio e del Regno eterno. Menzogna, Violenza, Ricchezza sono da loro usati per sedurre l’uomo spingendolo a credere che andando contro il bene per noi rivelato da Dio in Gesù e separandosi da Loro possa trovare finalmente giustizia e pace. Tutto questo con le proprie forze (intelletto, memoria e volontà) senza chiedere aiuto a nessuno e men che meno a Dio. Togliere di mezzo Dio e ogni sua influenza per dar libero sfogo ai propri desideri con gli strumenti che gli uomini hanno a disposizione: ecco ciò a cui le due Bestie spingono incessantemente. E anche se gli uomini sempre toccano con mano che questa lusinga è completamente falsa, tuttavia sembra loro un dato positivo perché credono ideologicamente che da questa libertà da Dio possano finalmente toccare la felicità in ogni modo sperata. È un inganno per molti fatale, eppure viene scelto con lucidità incredibile. Così però alla speranza in Dio che salva è sostituita la forza umana della terra, che ha comunque davanti a sé la morte e con essa la fine di ogni speranza sia umana che Celeste.

Ecco allora l’assoluta necessità di non lasciarci rubare la speranza in Dio, nonostante ogni forza di seduzione e di violenza. Dio non mente mai, non deve mentire, anche quando lascia libero l’uomo di fare il proprio destino terreno e celeste. Da solo l’uomo sa creare una molteplicità senza numero di dolori, angosce e disperazioni, nel singolo e nella società globale. Abbandonare la speranza cristiana (che è la certezza eterna dell’intervento di Dio verso chiunque e tutti) porta allora al mondo delle ombre dove nulla è concreto, oggettivo, vero. Il buio eterno potrebbe essere il fine e la fine definitiva.

Serve perciò un aiuto forte e un esempio da imitare. Gesù negli scritti di Maria Valtorta ci dona questo modello e questo suggerimento: Maria Santissima.

 “Essa è la Speranza, oltre che la Fede e la Carità. Le tre virtù teologali hanno in Lei la personificazione, perché nessuno al mondo amò come Lei, nessuno credette e soprattutto nessuno sperò. Fu un abisso di speranza. E perciò ho messo Lei stella vostra per indicarvi la via del Cielo. Se in Lei crederete sempre, non conoscerete mai l’orrore della disperazione e non ucciderete voi stessi con la disperazione. Maria, Speranza di Dio che attendeva Lei per compiere la Redenzione dell’uomo, sia dell’uomo la speranza. Non perdete, o mortali, la vista della Stella del Mattino i cui raggi sono fatti dalle sette spade infisse nel suo Cuore dolcissimo e purissimo, infisse per vostro amore. Vivete in Lei. E nella Santa che è Madre di Dio e che per voi prega, senza stancarsi, davanti al Nostro Trono, morite” (15 settembre 1943, Q43).

Accostiamoci a Lei, la Vergine benedetta da Dio, dagli angeli e dagli uomini giusti, per credere sempre più in Gesù e così sperare sempre più nelle sue parole e in tutto ciò che ha fatto per ciascuno di noi. Questa Speranza-certezza dev’essere la nostra amica sempre presente in ogni ora del giorno e della notte riempiendo gesti e preghiere, azioni e discorsi, tempo ed eternità.

don Ernesto Zucchini