Newsletter N. 7/26 – «Tutti “completiamo” il Vangelo»
Carissimi amici tutti, abbiamo felicemente concluso il 17° Congresso Nazionale e 7° Internazionale Valtortiano. Chi ha partecipato è stato ben lieto di esserci stato. Sul prestigioso palcoscenico del “Principino” di Viareggio – location incantevole come d’altra parte è tutta la marina di Viareggio – abbiamo ascoltato le relazioni di accademici e professionisti di varie esperienze, provenienti dall’Italia, dall’Irlanda, dal Messico e dalla Francia. La riuscita è stata davvero straordinaria.
Un momento centrale dell’evento è stata senz’altro la presentazione della nuova carta topografica della Palestina di duemila anni fa – che faceva mostra di sé in una splendida gigantografia – realizzata con grande impegno e fatica dal prof. Gianluigi Porrà, ma le altre conferenze e presentazioni non sono state affatto da meno: dal nuovo testo “Cronologia svelata” del prof. Liberato De Caro, al secondo volume di “Polifonia Valtortiana” del prof. Di Traglia, alla ricerca sulla casa di Caifa del prof. Emilio Matricciani; dalle relazioni in lingua francese di Bruno Perrinet e di Fabrice-Marie Gagnant, che ha presentato il sito Dilexit.com, agli interventi sul “Graal” di Robert Nugent e sull’Anticristo del diacono prof. Michel Mellner. Mirabolanti poi i primi risultati della comparazione dello “stile” di Gesù in mistiche diverse, condotte dal prof. Carofano, ma altrettanto avvincenti la testimonianza di apostolato dei signori Ivan Merced ed Esteban Moreno, giunti appositamente da Monterrey in Messico, fino alla videoconferenza del prof. Fernando La Greca, che ci ha illustrato la sua ultima pubblicazione, “I Vangeli non si contraddicono”; hanno concluso Francesco Terranova, consigliere della nostra Fondazione, con alcuni consigli per parlare di Maria Valtorta in ambienti diversi, e il giornalista prof. Andrea Morigi sulle radici cristiane dell’Europa, sempre da custodire e da alimentare costantemente. Tutti si sono spesi al meglio per illustrare la ricchezza e i molteplici aspetti che l’Opera valtortiana racchiude.
Importante e per nulla scontata è stata inoltre la presenza dell’Arcivescovo di Lucca, S.E. Mons. Paolo Giulietti, il quale ci ha testimoniato sia la propria benevolenza verso le nostre attività per Maria Valtorta, sia la stima dichiarata per la vita santa da lei condotta, rimettendo a chi di competenza l’esame e il discernimento sulla sua Opera.
La cifra distintiva dei nostri congressi è l’applicazione del metodo scientifico galileiano in ogni ambito: ciò implica la ricerca rigorosa e tenace della realtà oggettiva dei fatti descritti negli scritti valtortiani. Scadere in facili suggestioni devozionistiche sarebbe ed è sempre stato un rischio a portata di mano, ma i nostri convegni — così come le singole giornate di spiritualità valtortiana e gli esercizi spirituali — rifuggono programmaticamente da questa impostazione. Accogliamo il valore della devozione autentica quando è opportuno, ma il devozionismo sterile ci è totalmente estraneo: l’esercizio critico della ragione e dei suoi strumenti analitici occupa sempre il primo posto. I nostri congressi – e anche l’edizione di quest’anno lo ha ampiamente confermato – intendono porsi nel solco del più autentico realismo: lontani tanto dal razionalismo scientista quanto dal’emotività devozionista. Il realismo metodologico si sforza di comprendere, documentare e riferire esattamente lo stato delle cose. Nessuna tesi precostituita o velleitaria, ma nemmeno chiusure preconcette: solo la volontà di verificare e approfondire gli elementi storici, archeologici e testuali per come si presentano, per come sono avvenuti e per come l’indagine razionale riesce a coglierli.
Anche in questa occasione la mole di dati acquisiti, le scoperte condivise e le chiavi di lettura offerte dai riscontri fattuali sono state davvero cospicue. Costituiranno un bagaglio prezioso per penetrare ancora più a fondo i testi valtortiani e per disporre di strumenti solidi e documentati al servizio della Nuova Evangelizzazione.
Buona continuazione quindi: a tutti i lettori che con Maria Valtorta vogliono sempre più conoscere, amare e seguire nostro Signore Gesù Cristo, come agli studiosi che iniziano da subito ad approfondire professionalmente gli scritti per trarne nuovi tesori che il Cielo ha voluto donarci attraverso di essi.
don Ernesto Zucchini
