Fondazione Maria Valtorta - Viareggio
ENCICLOPEDIA VALTORTIANA



A proposito di copyright

 

È nota a tutti i lettori di Maria Valtorta la forte tutela del diritto d’autore che il CEV fa sul’Opera scritta. Si sia d’accordo oppure no, il diritto esiste e dura settant’anni dalla morte dell’Autrice. Dunque fino al 1 gennaio 2032. Tuttavia non ci sono limitazioni in caso di citazioni in testi di studio purché siano realmente tali e siano citati sempre l’autore e l’editore.

Sia oltremodo chiaro che comprendiamo perfettamente che difendere fino a quando sarà possibile i testi dell’Opera valtortiana, è utile in sé e per tutti. Evitare confusioni, come capita ad esempio nel caso di Luisa Piccarreta, e prevenire dispersioni pericolose, è un’opera sacrosantamente valida. E per quanto sta a noi l’appoggiamo senza riserve. Il pericolo di inquinamenti è pericoloso per ogni aspetto degli scritti. Sia altrettanto chiaro, però, che una cosa è il testo e altro è la redazione e il commento: qui non si sono copyright. E il giudizio critico è e dev’essere sempre possibile, salve sempre la buona educazione, la cortesia, la comprensione e la possibilità di errori involontari.

 

Diversa la situazione delle foto. Qui il copyright è di vent’anni. Per non camminare in vie sbagliate abbiamo prudentemente chiesto un parere legale per sapere come comportarci e difendere il diritto di tutti: eccolo.

========================================================================

La legge sul diritto d’autore, L. 633/1941 e successive modifiche, opera una distinzione fra fotografia semplice e opere fotografiche di carattere creativo. Le due tipologie di prodotto fotografico non sono soggette a una disciplina unitaria proprio perché alcune fotografie esprimono una personale visione della realtà e sono il risultato delle scelte e dell'attività preparatoria del fotografo (foto di carattere creativo), mentre altre fotografie sono prive di qualsiasi contenuto espressivo poiché mera riproduzione meccanica della realtà (foto semplici).

Le opere fotografiche di carattere creativo (ex art. 2 comma 7) sono oggetto di diritto d'autore e trovano protezione agli artt. 1 e ss. L.A.; mentre la fotografia semplice è oggetto di diritto connesso e trova protezione agli articoli 87-92 L.A.

-          art. 87: “Sono considerate fotografie, ai fini dell'applicazione delle disposizioni di questo capo, le immagini di persone o di aspetti, elementi o fatti della vita naturale e sociale, ottenute col processo fotografico o con processo analogo, comprese le riproduzioni di opere dell'arte figurativa e i fotogrammi delle pellicole cinematografiche”;

-          art. 88. “Spetta al fotografo il diritto esclusivo di riproduzione, diffusione e spaccio della fotografia (…)”;

-          art. 89. “La cessione del negativo o di analogo mezzo di riproduzione della fotografia comprende, salvo patto contrario, la cessione dei diritti previsti nell'articolo precedente, sempreché tali diritti spettino al cedente”;

-          art. 90: “Gli esemplari della fotografia devono portare le seguenti indicazioni: 1) il nome del fotografo, o, nel caso previsto nel primo capoverso dell'art. 88, della ditta da cui il fotografo dipende o del committente; 2) la data dell'anno di produzione della fotografia; 3) il nome dell'autore dell'opera d'arte fotografata. Qualora gli esemplari non portino le suddette indicazioni, la loro riproduzione non è considerata abusiva e non sono dovuti i compensi indicati agli artt. 91 e 98 a meno che il fotografo non provi la mala fede del riproduttore”;

-          art. 91. “La riproduzione di fotografie nelle antologie ad uso scolastico ed in generale nelle opere scientifiche o didattiche è lecita, contro pagamento di un equo compenso, che è determinato nelle forme previste dal regolamento. Nella riproduzione deve indicarsi il nome del fotografo e la data dell'anno della fabbricazione, se risultano dalla fotografia riprodotta. La riproduzione di fotografie pubblicate su giornali od altri periodici, concernenti persone o fatti di attualità od aventi, comunque, pubblico interesse, è lecita contro pagamento di un equo compenso. (...)”;

-          art. 92 “Il diritto esclusivo sulle fotografie dura vent'anni dalla produzione della fotografia”;

-          art. 98 “Salvo patto contrario, il ritratto fotografico eseguito su commissione può dalla persona fotografata o dai suoi successori o aventi causa essere pubblicato, riprodotto o fatto riprodurre senza il consenso del fotografo, salvo pagamento a favore di quest'ultimo, da parte di chi utilizza commercialmente la produzione, di un equo corrispettivo. Il nome del fotografo, allorché figuri sulla fotografia originaria, deve essere indicato. Sono applicabili le disposizioni dell'ultimo comma dell'art. 88

-          art. 88 “Spetta al fotografo il diritto esclusivo di riproduzione, diffusione e spaccio della fotografia, salve le disposizioni stabilite dalla sezione seconda del capo sesto di questo titolo, per ciò che riguarda il ritratto e senza pregiudizio, riguardo alle fotografie riproducenti opere dell'arte figurativa, dei diritti di autore sulla opera riprodotta. Tuttavia se l'opera è stata ottenuta nel corso e nell'adempimento di un contratto di impiego o di lavoro, entro i limiti dell'oggetto e delle finalità del contratto, il diritto esclusivo compete al datore di lavoro. La stessa norma si applica, salvo patto contrario a favore del committente quando si tratti di fotografia di cose in possesso del committente medesimo e salvo pagamento a favore del fotografo, da parte di chi utilizza commercialmente la riproduzione, di un equo corrispettivo. Il Presidente del consiglio dei ministri , con le norme stabilite dal regolamento, può fissare apposite tariffe per determinare il compenso dovuto da chi utilizza la fotografia

Sul presupposto che ci si trovi dinanzi a fotografie semplici: i) nulla è dovuto, in quanto le foto (scattate certamente oltre 20 anni fa) sarebbero di pubblico dominio poiché ex art. 92 L.A. “il diritto esclusivo sulle fotografie dura vent'anni dalla produzione della fotografia”; e comunque il compenso sarebbe da versare all’autore della fotografia; ii) vi sarebbe unicamente l’obbligo di indicazione ex art. 90, sempreché i relativi dati siano conosciuti.

 

A mio avviso l’erede non può questionare, dato che:

i) l’art. 96 prevede che “Il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il consenso di questa, salve le disposizioni dell'articolo seguente. Dopo la morte della persona ritrattata si applicano le disposizioni del secondo, terzo e quarto comma dell'art. 93”;

ii) l’art. 97 prevede che “Non occorre il consenso della persona ritrattata quando la riproduzione dell'immagine è giustificata dalla notorietà o dall'ufficio pubblico coperto, da necessità di giustizia o di polizia, da scopi scientifici, didattici o culturali, o quando la riproduzione è collegata a fatti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico. Il ritratto non può tuttavia essere esposto o messo in commercio, quando l'esposizione o messa in commercio rechi pregiudizio all'onore, alla reputazione od anche al decoro della persona ritrattata”. La notorietà di Maria Valtorta rende lecita la pubblicazione della sua immagine ed esclude in radice qualsivoglia violazione, salvo che la fotografia sia accostata ad immagini, situazioni e scritti lesivi della personalità di Maria Valtorta.

iii) l’art. 93 prevede, secondo, terzo e quarto comma prevedono che “Dopo la morte dell'autore o del destinatario occorre il consenso del coniuge e dei figli, o, in loro mancanza, dei genitori; mancando il coniuge, i figli e i genitori, dei fratelli e delle sorelle, e, in loro mancanza, degli ascendenti e dei discendenti fino al quarto grado. Quando le persone indicate nel comma precedente siano più e vi sia tra loro dissenso, decide l'Autorità giudiziaria, sentito il pubblico Ministero. È rispettata, in ogni caso, la volontà del defunto quando risulti da scritto”. Il diritto a prestare il consenso, quindi, non è trasmesso iure hereditatis all’erede, ma iure proprio ad una determinata categoria di persone legate da vincolo di parentela e non mi sembra che il Centro Editoriale Valtortiano rientri in tale categoria.

 

Ecco perché usiamo e useremo liberamente le foto e le immagini che circolano su Internet e auspichiamo che chiunque lo voglia faccia altrettanto.